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Come opporre un decreto ingiuntivo su un finanziamento bancario: l’importanza della prova tecnica

Se hai ricevuto un decreto ingiuntivo dalla banca o da un istituto di credito con la pretesa del pagamento del debito residuo di un finanziamento, oltre a interessi e spese legali, l’azione della banca può essere opposta entro 40 giorni dalla data di notifica.
Può trattarsi, ad esempio, di un decreto ingiuntivo riguardante la richiesta di pagamento inerente a:
    • Un mutuo o prestito rateale con rate scadute e impagate;
    • Canoni di leasing arretrati o scaduti;
    • Un conto corrente con affidamento scaduto, o scoperto, per il quale la banca chiede il rientro di capitale e interessi.

(Per capire nel dettaglio la differenza tra i vari atti esecutivi, leggi anche il nostro approfondimento su Cosa sono il decreto ingiuntivo e l’atto di precetto ).

⚖️ I motivi dell’opposizione: anatocismo, usura e indeterminatezza

In molti casi la pretesa avanzata dall’istituto di credito non risulta legittima, in quanto dilatata dall’addebito non corretto di somme non dovute a titolo di interessi, commissioni e spese. Anatocismo, usura e indeterminatezza dei tassi sono gli argomenti principali, ma vanno rigorosamente dimostrati dal punto di vista tecnico.
La contestazione di illeciti bancari come l’applicazione illegittima di interessi anatocistici, il superamento del tasso soglia di usura, le anomalie nei piani di ammortamento alla francese o la pretesa di interessi ultralegali indeterminati consentono di aprire serie valutazioni sulla liceità della pretesa della banca.
Infatti, i contratti di finanziamento contengono spesso clausole non correttamente pattuite che annullano e inficiano l’effettiva debenza di interessi, commissioni e spese, riducendo drasticamente (e talvolta anche azzerando) la legittimità del credito vantato dall’istituto.

 

🔎 Come agire: dimostrare l’addebito di somme illegittime

Per opporre un decreto ingiuntivo contro la pretesa di interessi e competenze illegittimi, l’ordinamento giuridico italiano prevede l‘obbligo per il debitore di dimostrare l’irregolarità dei rapporti bancari o finanziari.
Lo strumento fondamentale per farlo è la perizia tecnico-finanziaria. Questo documento analizza il mutuo, il leasing, il conto corrente o il prestito dal punto di vista tecnico-giuridico, individuando le anomalie, dimostrando e quantificando l’esatto ammontare delle somme pretese illegittimamente dalla banca.
La perizia fornisce all’avvocato (o allo studio legale) gli elementi tecnico-finanziari e matematici indispensabili per procedere alla contestazione giuridica delle somme e strutturare l’atto di opposizione. A quel punto, dinanzi al Tribunale di merito, si aprirà un iter di confronto tra le parti (giudizio ordinario di cognizione) volto a definire l’effettiva debenza del debito attribuito alla parte finanziata.

 

⚠️ Dimostrazione tecnica e specifica: pena il rigetto del ricorso

Attenzione: non basta riportare sull’atto di citazione in opposizione delle motivazioni generiche o “di stile”. Le contestazioni devono essere specifiche, motivate e dimostrate con capillare precisione e quantificazione numerica.
La perizia tecnico-finanziaria assolve proprio a questo scopo: adempiere all’onere della prova, che l’ordinamento pone in capo alla parte che contesta una determinata circostanza.
In assenza di adeguata dimostrazione di fatti, circostanze e numeri – ovvero in mancanza dell’onere della prova – il Tribunale potrebbe rigettare il ricorso, rendendo il decreto definitivamente esecutivo con il conseguente rischio di pignoramento. Per evitare questo irreparabile problema, è necessaria una perizia specializzata, redatta in maniera sartoriale e specifica sul caso in esame.

 

📅 Agire con rapidità: il fattore tempo è decisivo

Ricorda che il decreto ingiuntivo deve essere opposto entro e non oltre 40 giorni dalla data di notifica. Tuttavia, è necessario contattare i professionisti immediatamente: questo lasso temporale rappresenta il “tempo tecnico” minimo necessario alla preparazione della difesa, che richiede l’analisi dei contratti, l’elaborazione della perizia tecnico-finanziaria e la stesura dell’atto legale. (Trovi maggiori dettagli operativi in Cosa fare immediatamente per opporre un decreto ingiuntivo).
Ricorda anche che le spese sostenute per la consulenza tecnico-finanziaria specialistica possono essere rimborsate dalla controparte, ovvero richieste in giudizio all’istituto di credito unitamente al danno ravvisato per le somme illecitamente pretese.
Considera che le perizie econometriche non sono tutte uguali: quelle dello Studio Pinaffo in genere riescono ad ottenere risultati significativi; dunque presta attenzione alla scelta del consulente tecnico, perché potrebbe sancire la differenza tra una contestazione di successo o un pasticcio legale difficile da rimediare.

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