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Studio Pinaffo di Tiziana Pinaffo, analista finanziario



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consulenza tecnicaLa pratica della terapia in Italia



ossigeno terapia iperabicaclicca quidal 15 marzo sono stati raccolti   5768 moduli per la petizione a favore dell'avvio della sperimentazione dell'OTI per la trattazione delle lesioni cerebrali. La prima fase della petizione è stata conclusa il 21 aprile 2008. Vi preghiamo di visitare frequentemente la pagina aggiornamenti per sapere come stiamo procedendo: presto potremmo avere ancora bisogno della vostra collaborazione! Grazie!

AVVISO Preghiamo tutti gli utenti interessati a sostenere l'iniziativa No-Profit alla sperimentazione clinica sulla OTI di prestare tutti il proprio consenso anche se non residenti nella Regione Veneto: l'eventuale parere favorevole espresso dal Comitato Etico nella nostra regione potrà poi offrire nuove e più agevoli opportunità di sperimentazione anche nelle altre aree d'Italia !! Il modulo può essere sottoscritto da tutti i cittadini italiani, purchè maggiorenni, a prescindere da legami di parentela con soggetti affetti da lesione cerebrale acquisita. L'Uvef segnala che il Veneto è peraltro una delle regioni più attive nell'ambito della sperimentazione clinica controllata: manifesta il tuo consenso cliccando qui. Se hai domande vai sui FAQ o in alternativa contattaci segreteria@studio-pinaffo.it . Grazie!


pdfBollettino Ufficiale della Regione Veneto 18/06/1996 n° 57 - Deliberazione della Giunta Regionale 5 marzo 1996 - Ossigenoterapia iperbarica

  In Italia, così pure come in Europa ed a livello internazionale, la terapia iperbarica è accreditata, riconosciuta e molto diffusa per un certo numero di patologie, infatti moltissime sono le strutture sanitarie dotate di camera iperbarica distribuite sul territorio nazionale, tuttavia purtroppo la terapia non viene ancora praticata su molti fronti - tra cui quello neurologico - sui quali invece numerosi specialisti oltreoceano ritengono possa dare notevoli benefici. 

Dunque l'ossigeno terapia iperbarica è una pratica medica riconosciuta e molto utilizzata in Italia per alcune specifiche patologie, e pertanto usata in ambito tradizionale, mentre gli USA risultano più specializzati nell'applicarla a livello sperimentale e in ambiti più all'avanguardia rispetto a quelli europei, in quanto molti medici statunitensi ritengono che l'utilizzo e l'applicazione dell' OTI sia ancora scarsamente diffuso rispetto alle reali potenzialità della terapia.

Pertanto attualmente l'ossigenoterapia iperbarica non viene prescritta in Italia per la specifica trattazione delle lesioni cerebrali: non perchè si ritenga che non funzioni, ma solo perchè la sanità italiana non ha ancora avuto modo di sperimentare autonomamente l'efficacia della terapia in specifico rapporto alle lesioni cerebrali.

A dire il vero in Italia il fenomeno dei soggetti sopravvissuti ad un trauma cranico, all'annegamento o ad altri eventi che vadano a creare una lesione del tessuto cerebrale, è in drammatica ed esponenziale crescita in questi ultimi anni, non solo per l'aumento dei sinistri stradali - prima causa del trauma cranico -, ma anche perchè le tecniche di rianimazione hanno subito una recente evoluzione: la sanità italiana dunque ha acquisito una certa capacità di intervento nella fase acuta post-trauma cranico, tuttavia le strutture non sono preparate ad accogliere, trattare e riabilitare i pazienti che purtroppo rimangono in stato comatoso o vegetativo per il resto della loro vita.

I pochi centri italiani specializzati nel trattamento delle lesioni cerebrali, al momento beneficiano di terapie alquanto limitate ai fini del recupero, pratiche mediche che purtroppo molto spesso non portano a risultati significativi nel progresso riabilitativo: è necessario dunque che la ricerca e la sperimentazione proseguano per trovare rimedi ad un disagio crescente.

20 aprile 2008 

Perchè tanto contrasto sugli effetti dell'HBOT in ambito neurologico

Il colloquio con alcuni medici intrattenuto in queste settimane ci ha fatto riflettere su una delle domande più spontanee rispetto a questa vicenda: «ma perchè alcuni medici sono drasticamente scettici sui risultati dell'OTI in ambito neurologico, mentre altri sono estremamente favorevoli? ».

Nell'ultimo trentennio, negli Stati Uniti il Prof. Neubauer e il suo gruppo, hanno tenacemente proseguito nel loro lavoro sulle lesioni cerebrali fondando una loro società scientifica: l'American College of Baromedicine.

Tale presa di posizione si è posta in netto contrasto con l'opinione della Undersea Hyperbaric Medical Society (UHMS): il motivo del divario è che Neubauer e collaboratori hanno ottenuto in tutti questi anni un gran consenso da parte dei pazienti e delle loro famiglie, ma, secondo l'UHMS, non avrebbero prodotto lavori di rilevante impatto scientifico secondo i canoni standardizzati e statistici della Medicina basata sulle prove di "evidenza" (EBM).

L'EBM - Evidence Based Medicine, è una disciplina che ebbe origine nel 1992 in Canada: in estrema sintesi, si basa sul miglior uso della letteratura scientifica per l'aggiornamento medico. Secondo l'EBM, le "evidenze" devono avere un ruolo preminente nelle decisioni terapeutiche, intendendo con il termine "evidenze" le informazioni aggiornate e metodologicamente valide della letteratura medica.

L'EBM si definisce come «l'uso coscienzioso esplicito e giudizioso delle migliori evidenze aggiornate [dalla letteratura] per prendere decisioni al riguardo alla cura dei pazienti individuali » riconoscendo poi la necessità di integrare le "evidenze" con la competenza clinica individuale ("expertise").

Il nostro Ministero della Salute, nel BIF Bollettino d'Informazione sui Farmaci - Anno X N. 2-3 del 2003 - pag.135, così si esprime in merito alla valutazione della disciplina basata sull'EBM: «In conclusione, a dieci anni dalla sua nascita l'EBM appare come un contributo necessario alle scelte terapeutiche, anche se incompleto per la mancanza dei riferimenti di fisiopatologia e di farmacologia, non raramente necessari per adeguare i trattamenti alla variabilità clinica della patologia».

In pratica l'EBM come disciplina in sè è valida e fondata, ma come tutte le discipline presenta dei limiti, che come tali possono dare luogo a delle eccezioni rispetto allo standard.

Vi sono studi oltreoceano piuttosto autorevoli sull'HBOT in ambito neurologico, basati per così dire su protocolli dettati dall'EBM: tali studi sembrano affermare l'inefficacia del trattamento. Per contro gli specialisti a favore dell'HBOT in ambito neurologico, sostengono invece che tali studi sarebbero basati su protocolli clinici inadeguati, ovvero valori di pressione della camera iperbarica non corretti, inadeguata quantità/tempo di somministrazione dell'ossigeno, etc.

I due orientamenti sembrano entrambi supportati da delle oggettive ragioni di fondo, tuttavia uno sembra non produrre risultati positivi sulla salute dei pazienti, mentre l'altro, praticato e messo a punto in oltre 30 anni attraverso dei protocolli clinici differenti, sembra supportato da innumerevoli casi di persone che in effetti manifestano evidenti recuperi nello stato di salute ... : allora, da semplici cittadini, nel legittimo dubbio, noi pensiamo che sarebbe meglio verificare anche questi protocolli - che con un termine probabilmente improprio potremmo definire "atipici" - oltre a quelli già testati tramite i "criteri EBM".

Il suddetto BIF - Bollettino d'Informazione sui Farmaci redatto dal Ministero della Salute, a pag. 127 riporta una massima sui limiti "dell'evidenza" citata dal Prof. R. Bryan Haynes, medico luminare in ambito di ricerca: «Evidence does not make decisions, people do», che tradotto suona in pratica «L'evidenza non determina le decisioni, le determinano le persone».
ossigeno terapia iperabicaclicca quiManifesta il tuo interesse cliccando qui:


La petizione è stata conclusa il 21 aprile 2008 : a breve saranno resi noti i risultati definitivi. Grazie per aver manifestato il vostro interesse.

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