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Studio Pinaffo di Tiziana Pinaffo, analista finanziario



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tutela dell'investitore

TUTELA DEGLI INVESTITORI
Obbligazioni Parmalat: l'opinione dell'analista

Le briciole della Parmalat: crollo del 50% del valore dalla nuova quotazione

30 luglio 2008
Nel dicembre 2003 formalizzato il crack della Parmalat: lo scandalo, i soldi dei risparmiatori (sia obbligazionisti che azionisti) volatilizzati, l'amministrazione straordinaria ... Nell'ottobre 2005 dalle ceneri del vecchio colosso, la quotazione della "nuova" Parmalat, che andava a "ristrutturare" parzialmente i debiti contratti con i risparmiatori beffati: forse meglio dire "falciare a tappeto" i debiti verso il "parco buoi".

Infatti fu offerta la conversione di una parte del debito obbligazionario in azioni della "nuova" Parmalat del valore di circa 3 auro cadauna: dall'apertura delle contrattazioni in poche sedute crollo verticale dei titoli di oltre il 30%. Pioggia di vendite dei nuovi azionisti scriveva qualche giornale: invero non è neppure da escludere - come spesso accade nell'ambiente - un gonfiaggio dei valori di collocamento delle azioni, che pertanto probabilmente valevano molto meno degli originari 3 euro ... tant'è che ad oggi il loro valore oscilla attorno ad 1,5 euro per azione appena.

Risultato: forte ridimensionamento del debito di gruppo e "ristrutturazione" di nome ma di fatto attuata con le briciole ...

Ad un anno dal Crack Parmalat

21/12/2004
Ad un anno dal clamore della vicenda Parmalat appare doveroso trarre le prime parziali conclusioni. Sia dalle analisi tecnico-finanziarie che dai corsi azionari si evince che già diverso tempo prima del default del dicembre 2003 i mercati stavano scontando l'evolversi negativo della situazione finanziaria del gruppo, indice che gli operatori professionali in genere erano allerta e consapevoli dello sviluppo di fattori critici, peraltro ampiamente riscontrabili, seppur in tono minore rispetto ai dati effettivi, dai bilanci notoriamente contraffatti depositati.


Tale tesi sarebbe avallata anche dalle presunte dichiarazioni di Calisto Tanzi, pubblicate sulla stampa in questi giorni, riferite alla consapevolezza di alcuni istituti di credito circa il dissesto del gruppo almeno dalla primavera del 2003.

Ad oggi l'ammissione al passivo dei creditori alle società del gruppo si sarebbe conclusa con richieste, parzialmente accolte, per quasi 25 miliardi di euro, a fronte di una valutazione delle attività industriali al di sotto dei 2 miliardi di euro: senza entrare nel merito delle vicende giudiziarie, l'unica certezza è dunque che numerosi creditori difficilmente otterranno risarcimento.

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Il presente servizio non costituisce sollecitazione all’intrapresa di azioni legali, bensì offre unicamente un’opinione circa gli elementi tecnici caratterizzanti la posizione, rimandando alla completa discrezionalità dell’Utente qualsiasi decisione attuativa in merito alle conseguenti azioni.


NOTIZIE SU PARMALAT

Parmalat 20/04/2007 - Importanti novità da punto di vista giudiziario su Parmalat.

Le società di revisione Deloitte&Touche e Dianthus (la ex Deloitte Italia) hanno chiesto il patteggiamento nell'ambito del processo sul crack del gruppo di Collecchio. Deloitte&Touche si è detta disposta a risarcire gli obbligazionisti con una somma pari all'1,5% del valore nominale dei bond per i titoli acquistati fino al 18 dicembre del 2003. Il Sole 24 Ore scrive che le domande di risarcimento dovranno essere presentate entro il 31 ottobre del 2007. Tuttavia, i rappresentanti degli obbligazionisti non sarebbero entusiasti di questa proposta. Intanto, il Gup di Parma ha accolto le richieste di patteggiamento di 19 imputati del processo Parmalat. Tra queste ci sono anche i due figli di Calisto Tanzi e l'ex direttore finanziario, Alberto Ferraris. Grazie all'indulto, gli imputati non torneranno più in carcere.
Da Altroconsumo riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa: 'Processo Parmalat: le due nuove aggravanti da contestare agli imputati presentate oggi in aula a Milano dall'accusa sono finalizzate a riaprire i termini della procedura e permettere agli avvocati della difesa di chiedere un patteggiamento, i cui tempi erano scaduti. Risultato: dopo quattro anni si punta al colpo di spugna. Altroconsumo non ha mai sostenuto la linea del procedimento penale per il risarcimento dei danni; difatti l'associazione indipendente di consumatori già da un anno ha dato via a una causa civile per 38 milioni di euro di risarcimento per i risparmiatori coinvolti nel procedimento. Tuttavia, Altroconsumo è contraria al patteggiamento sulla vicenda Parmalat, i cui effetti sarebbero immediati, l'azzeramento di posizione per chi si è costituito parte civile e un chiaro messaggio ai truccatori di bilancio: è possibile farla franca. Per Altroconsumo il risarcimento da riconoscere ai risparmiatori frodati dovrebbe essere congruo e non il misero 1,4% del valore nominale delle obbligazioni offerto da Deloitte e Dianthus nel processo a Milano. Prosegue invece, senza indugi, la causa civile iniziata da Altroconsumo a difesa di oltre 2700 risparmiatori coinvolti nel crac'.
Intanto, Cheuvreux ha ripreso la copertura sul titolo con un giudizio 'Outperform' (farà meglio del mercato) e un target price di 3,7 euro. Gli analisti ritengono che la buona performance messa a segno nel business del latte possa portare a una discreta crescita dell'utile per azione del gruppo nei prossimi anni. (tratto da Soldionline.it)

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