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Studio Pinaffo di Tiziana Pinaffo, analista finanziario



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Lehman Bros e crack banche americane : l'opinione dell'analista

Crack delle banche americane, scoppia la bolla speculativa: risparmi a rischio persino con rating AAA

 
19 settembre 2008

La prima economia mondiale, "la locomotiva", è in crisi: ma come tutti i guai macroscopici, non è certo un fulmine a ciel sereno, quanto piuttosto il preoccupante apice di una pericolosa bolla speculativa "sfuggita di mano" qualche anno fa.

Si poteva prevedere? E' la domanda.

Tutte queste banche. Lehman Brothers per prima, avevano bilanci certificati (più o meno) positivamente di anno in anno e rating di ottima qualità: vale a dire che le agenzie di rating classificavano le obbligazioni emesse da questi soggetti come "ad improbabile rischio di insolvenza". Eppure le notizie della crisi trapelano ed i titoli perdono quota molto tempo prima dello scoppio del bubbone.

Nel giugno 2006 la FED - la banca centrale statunitense - aveva infatti smesso di alzare i tassi di interesse, e si era messa alla finestra, monitorando attentamente l'andamento dell'economia statunitense ed i forti pericoli: nell'agosto 2007 emergeva la crisi dei mutui, ed appena qualche settimana dopo, la FED cominciava a tagliare i tassi di interesse per impedire all'economia interna U.S.A. di affondare. Oggi i tassi FED sono attorno al 2% appena, e la banca centrale statunitense si affretta a sostenere il dollaro, che negli ultimi 3 anni era arrivato a perdere quasi la metà del proprio valore.

Venerdì scorso la FED giungeva in soccorso alla Fannie Mae, alla Freddie Mac e Federal Home Loan Banks con una iper-inezione di liquidità, dopo le traballanti notizie dei mesi scorsi. Qualche giorno fa il fallimento del colosso statunitense Lehman Brothers, banca d'investimento internazionale, mentre nelle scorse sedute le obbligazioni della banca d'affari Morgan Stanley quotate a listino italiano perdevano oltre il 26% del proprio valore.

A nostro avviso, così com'è stato per il crack Argentina (e la marea di sentenze a favore dei risparmiatori lo confermano), è molto difficile nascondere un elefante dietro ad un fruscello, dunque gli operatori professionali - soprattutto chi era chiamato a certificare i bilanci - ben comprendevano il significato e la gravità di alcune esposizioni.

Dal maggio 2007 le borse europee iniziavano infatti il loro declino, avendo fiutato l'aria di difficoltà: su questa scia la Borsa italiana perdeva negli ultimi 16 mesi il 45% del proprio valore . e poi "si dice" che il sistema Italia - che di solito segue come una pecorella smarrita le borse più forti - dovrebbe essere al riparo dalla crisi dei mutui, laddove i segnali d'allarme delle famiglie impossibilitate al pagamento delle rate dei finanziamenti giungono da ogni dove . Persino l'efficientissimo Regno Unito ha avuto il suo crack con la Northern Rock: se per una volta l'Italia fosse maestra di piani ben riusciti, ne saremmo indubbiamente lieti.

Nel mentre sarebbe forse bene cominciare a mettere i denari sotto il materasso per un po', almeno finchè non passerà la bufera: teniamoci forte e speriamo bene.

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