Sito dello Studio Pinaffo
01/10/2007
Si vocifera una ristrutturazione per il bond La Veggia, scaduto e rimasto insoluto dal 2004: con la procedua di amministrazione straordinaria si è tentato di risollevare le sorti dell'azienda, tuttavia il piano di ristrutturazione dell'obbligazione ha incontrato una certa difficoltà dal trustee (il tutore degli interessi dei creditori dell'emissione) in quanto non si riteneva che l'azienda fosse in grado di mantenere gli impegni di risanamento assunti.
Stando ai dati dichiarati a bilancio fino al 2004 (fonte: Camera di Commercio - Ufficio Registro Imprese), la situazione patrimoniale del gruppo La Veggia risultava infatti alquanto preoccupante, dunque le perplessità del trustee erano più che giustificate.
A nostro avviso, nonostante l'amministrazione straordinaria e l'intenzione di ristrutturazione del bond, la condizione patrimoniale del gruppo rimane alquanto problematica, in quanto l'indebitamento esercita un concreto peso sulle attività del gruppo, senza contare che il ciclo economico sta procedendo verso un periodo di regressione che certamente non andrà a favorire lo svilppo delle imprese, e tanto meno quelle in precarie condizioni economiche.
E' necessario dunque osservare che tali premesse potrebbero anche tradursi in un'ulteriore default dello stesso bond che l'azienda si auspica di ristrutturare: nella sostanza potrebbe esserci indubbiamente la volontà di ripagare gli obbligazionisti, tuttavia ciò avverrebbe solo se la società riuscisse a risollevare le proprie sorti, o, in alternativa, se riuscisse a reperire nuovi crediti aumentando così il già notevole indebitamento.
Clicca qui per un parere tecnico preliminare 21 giugno 2006
A seguito delle difficoltà finanziarie ad adempiere alle proprie obbligazioni, nell'agosto 2004 il tribunale di Reggio Emilia ammetteva la società La Veggia SpA e la sua controllata Cartiera Cadidavid Srl alla procedura di amministrazione controllata e il 14 novembre 2004 la società La Veggia Spa non fu in grado di restituire il prestito obbligazionario da 100 milioni di Euro emesso nel novembre 2001.
Nonostante la procedura di amministrazione straordinaria, il bilancio consolidato al 31/12/2004 non evidenzia significativi miglioramenti nell'assetto patrimoniale del gruppo: il totale dei debiti consolidati sfiora i 300 milioni di euro, il patrimonio netto risulta negativo per quasi 28 milioni, i costi della produzione si dichiarano maggiori delle entrate e dunque il gruppo segna a bilancio una perdita per oltre 42 milioni di euro registrata al 31/12/2004.
In termini pratici sembra che la procedura di amministrazione controllata non sia riuscita sinora a sortire consistenti effetti di risanamento sulla situazione patrimoniale della compagnia. In considerazione del fatto che, alla data di redazione della relazione al bilancio, il piano di dismissioni di partecipazioni, l'ottenimento di risorse finanziarie e la ridefinizione delle modalità di rimborso del bond previsti dal piano di risanamento non erano ancora stati definiti, la società di revisione Deloitte & Touche, manifestava seri dubbi sulle prospettive di continuità aziendale del gruppo Ondulati La Veggia Spa.
La società di revisione sottolineava inoltre come avesse incontrato diverse limitazioni allo svolgimento delle procedure di revisione come l'esistenza di debiti non menzionati in bilancio e di evidenti sottovalutazioni di entità di bilancio (immobilizzazioni immateriali, fondi per rischi e oneri, rimanenze di ricambi, debiti per obbligazioni, debiti verso fornitori) per effetto delle quali il deficit patrimoniale del gruppo e la perdita netta, erano nella realtà nettamente superiori rispetto a quanto indicato nel bilancio dagli amministratori del gruppo.
Considerando quindi la mancata certificazione del bilancio da parte della società di revisione e la precaria situazione economica del gruppo La Veggia al 31 dicembre 2004, si ritiene tecnicamente ed obiettivamente improbabile un agevole risanamento dell'azienda ed un conseguente pagamento del bond in tempi rapidi.
NOTIZIE SU LA VEGGIA
Il bond da 100 milioni di euro, emesso dalla società emiliana nel 2001 e finito in default nel 2004, fino a oggi ha lasciato con le tasche vuote molti risparmiatori. La situazione dell'azienda è strana in quanto il gruppo non è fallito e al momento esercita regolarmente la propria attività. Il concordato presentato dai commissari di La Veggia prevede un rimborso differenziato per i diversi creditori. Prima di tutti saranno rimborsati i creditori della procedura, che riceveranno il 100% del valore dei crediti. In seguito toccherà ai creditori privilegiati, che saranno rimborsati anch'essi al 100%. Infine, toccherà ai creditori chirografari, che, tuttavia, dovranno accontentarsi del 34,1% del valore nominale dei crediti. (tratto da Soldionline.it)
Il settimanale riporta la notizia che il giudice che segue l'evoluzione del gruppo si è preso 20 giorni di tempo per esaminare la procedura di voto con cui gli obbligazionisti hanno votato il concordato presentato dai vertici di La Veggia. Per avere il via libera il concordato deve ottenere il 51% dei voti favorevoli. Il progetto prevede il rimborso integrale dei creditori privilegiati e del 34,1% del valore nominale dei crediti di quelli chirografari, tra cui gli obbligazionisti. Il rimborso di questi ultimi dovrebbe avvenire in due tranche entro il 2009. (tratto da Soldionline.it)
Con il concordato, la società potrà procedere alla cessione di alcune attività considerate non più strategiche, in modo da ridurre l'esposizione debitoria. Il tribunale di Reggio Emilia si pronuncerà nelle prossime settimane sul concordato. Prima di aver decretato lo stato di amministrazione controllata, il debito complessivo di La Veggia ammontava a 180-190 milioni di euro, di cui 100 milioni riferiti al bond andato in default nel 2004 e il cui rimborso è stato riscadenziato al 2007. L'intenzione della società è quella di procedere con un rimborso parziale del prestito obbligazionario, utilizzando le risorse che saranno incassate tramite la cessione di alcuni immobili. (tratto da Soldionline.it)
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