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Studio Pinaffo di Tiziana Pinaffo, analista finanziario



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consulenza tecnicaFilmati e documenti visivi sui risultati della terapia


ossigeno terapia iperabicaclicca quidal 15 marzo sono stati raccolti   5768 moduli per la petizione a favore dell'avvio della sperimentazione dell'OTI per la trattazione delle lesioni cerebrali. La prima fase della petizione è stata conclusa il 21 aprile 2008. Vi preghiamo di visitare frequentemente la pagina aggiornamenti per sapere come stiamo procedendo: presto potremmo avere ancora bisogno della vostra collaborazione! Grazie!

AVVISO Preghiamo tutti gli utenti interessati a sostenere l'iniziativa No-Profit alla sperimentazione clinica sulla OTI di prestare tutti il proprio consenso anche se non residenti nella Regione Veneto: l'eventuale parere favorevole espresso dal Comitato Etico nella nostra regione potrà poi offrire nuove e più agevoli opportunità di sperimentazione anche nelle altre aree d'Italia !! Il modulo può essere sottoscritto da tutti i cittadini italiani, purchè maggiorenni, a prescindere da legami di parentela con soggetti affetti da lesione cerebrale acquisita. L'Uvef segnala che il Veneto è peraltro una delle regioni più attive nell'ambito della sperimentazione clinica controllata: manifesta il tuo consenso cliccando qui. Se hai domande vai sui FAQ o in alternativa contattaci segreteria@studio-pinaffo.it . Grazie!


Riportiamo, a mero titolo informativo, alcuni filmati di telegiornali americani che hanno dato notizia di pazienti trattati con OTI (o in inglese HBOT) al fine di trattare le lesioni cerebrali, ed altri video disponibili sui siti internet di alcune cliniche mediche: i filmati illustrano la situazione dei pazienti prima, durante e dopo il trattamento.
Sottolineiamo che ci limitiamo a riportare i video a mero titolo informativo, unitamente ad una breve sintesi delle voci fuori campo udite nei filmati (in quanto in lingua inglese), lasciando trarre a ciascuno le proprie autonome conclusioni.

Alcuni risultati appaiono straordinari, ma, come raccomandato anche in alcuni video, la cautela non deve comunque mancare,  in quanto anche negli USA la ossigeno terapia iperbarica (OTI o HBOT) in ambito neurologico viene ancora praticata a livello sperimentale, anche se sta facendo notevoli progressi: infatti sottolineano i neurologi, è necessario proseguire con la ricerca e la sperimentazione al fine di comprendere a pieno gli effetti della terapia prima di farla eventualmente rientrare nella consuetudine della pratica clinica.

Tuttavia, nonostante il trattamento OTI a livello neurologico non sia ancora ufficialmente entrato nella lista delle patologie tradizionalmente trattate con l’ossigeno terapia iperbarica, cadono molti dubbi di fronte ai miglioramenti ottenuti da alcuni pazienti che erano stati giudicati “inguaribili” da altri medici ignari dei benefici della HBOT in ambito neurologico.

clicca quiCaso 1.
Come lo straordinario caso di quest’uomo, Chad Rovira, in coma dal 1991 a seguito di un sinistro stradale: il paziente era in stato vegetativo ed i medici avevano sostanzialmente affermato che non avrebbe mai potuto riemergere dal coma.
Dopo 2 mesi di trattamenti HBOT, dice il filmato della CBC, l’uomo è stato in grado di rialzarsi e di riacquistare una notevole capacità motoria, tanto da consentirgli progressivamente di riprendere la propria vita, come ammette lo stesso Chad nell’intervista. Il neurologo curante, il Dr. Paul Harch, intervistato dal giornalista, sostiene che Chad Rovira è il caso più gratificante che abbia trattato nei 20 anni della sua carriera.
Filmato

clicca quiCaso 2
Un altro telegiornale parla del caso di Chad Rovira e del Dr. Paul Harch, riportando notizie anche di un altro caso notevole: una bambina autistica di 5 anni che a seguito dei trattamenti HBOT ha notevolmente migliorato le proprie capacità motorie e cognitive.
Filmato

clicca quiCaso 3
Nel giugno 2004 Curt Allen, 17 anni, fu coinvolto in un incidente automobilistico ad alta velocità: entrò in uno stato di coma e a distanza di 3 mesi dal sinistro fu permanentemente dimesso dall’ospedale con una prognosi senza speranze. Successivamente il ragazzo iniziò il trattamento di HBOT: durante la visita medica introduttiva, Curt non era in grado di eseguire i comandi più semplici chiesti dal medico, come sollevare la testa ed il busto, guardare il suo interlocutore. Al termine del filmato si vede Curt muovere i primi passi.
Filmato 1
Filmato 2

clicca quiCaso 4
Eric, all’età di 2 anni e mezzo cadde in una piscina raccontano i genitori: molto vicino all’annegamento, il bambino entrò in coma e successivamente rimase in uno stato vegetativo permanente. La famiglia decise di tentare l’ossigeno terapia iperbarica, conseguendo i risultati che si vedono nel filmato, monitorati dalle scansioni cerebrali evidenzianti lo stato di evoluzione delle cellule compromesse.
Filmato 1
Filmato 2

clicca quiCaso 5
Stephanie, ragazza 21enne dell’Idaho, entrò in coma nel 1999 a seguito di una caduta da cavallo: dicono i filmati che i medici erano fermamente convinti che non sarebbe sopravissuta al trauma cranico e che se anche fosse accaduto, la ragazza sarebbe rimasta in stato vegetativo e non sarebbe mai più stata in grado né di muovere gli arti, né di camminare, né di parlare.

I tre filmati mostrano l’evoluzione di Stephanie nell’arco di due anni di terapie OTI a partire dal 2000: dicono i video che all’epoca c’era molto scetticismo circa i reali effetti della ossigeno terapia iperbarica, in quanto alcuni studi sostenevano la totale inefficacia sul trattamento delle lesioni cerebrali.

Ad ogni modo la famiglia decise di proseguire i cicli di terapia in una struttura privata sotto le cure del Dr. Humphrey Killam, sostenendo i costi non coperti dall’assicurazione medica: nonostante i progressivi ma lenti miglioramenti di Stephanie tra un ciclo e l’altro dicono i filmati, i medici dell’Idaho mantenevano il loro scetticismo e persistevano nell’affermare che la ragazza non sarebbe stata in grado né di camminare né di parlare. Nel filmato numero 3 Stephanie rilascia un’intervista al giornalista.
Filmato 1
Filmato 2
Filmato 3

clicca quiCaso 6
Il telegiornale riporta la notizia dell’ossigeno terapia iperbarica attuata su un bambino affetto da cerebral plasy (paralisi cerebrale): il medico ha prescritto i trattamenti nella presunzione di apportare benefici alla qualità di vita del bambino, supponendo che la terapia abbia buone probabilità di ridurre la spasticità, migliorare la motilità e la capacità di linguaggio.
Filmato

clicca quiCaso 7
Si hanno notizie recentissime anche di un adolescente 13enne, Nick, entrato in coma nel marzo 2007 a seguito di un devastante ictus (interruzione dell'afflusso di sangue al cervello). Svegliatosi dal coma, il ragazzo non era più in grado di camminare o parlare: pare che con la HBOT i risultati al 21 febbraio 2008 siano stati questi, e che la terapia sia ancora in corso.
Filmato


ossigeno terapia iperabicaclicca quiManifesta il tuo interesse cliccando qui: non chiediamo denaro, bastano solo i tuoi dati, null'altro! (N.B. - Si garantisce che i dati forniti verranno utilizzati unicamente per supportare la presentazione della domanda di sperimentazione presso il Ministero della Sanità o presso gli organismi competenti e strettamente correlati al raggiungimento del suddetto scopo: nessun fine commerciale è previsto per i dati rilasciati).
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