Sito dello Studio Pinaffo
Cosa succede se la banca supera il tasso soglia ed applica l’usura?
Anatocismo - vorrei chiedere la restituzione delle somme pagate in eccesso: mi conviene?
Rischio il pignoramento di un bene dato in ipoteca a causa di un debito scaduto: cosa posso fare ?
Consulenza: perché, quanto costa, spese recuperabili, parere preliminare
A cosa serve una consulenza tecnica di parte? Perche’ mi conviene?
Posso recuperare le spese del consulente e dell’avvocato?
Quanto costa una consulenza tecnica di parte?
Sono ancora in tempo per agire? Come e contro chi?
Devo per forza fare causa alla mia banca per ottenere un risarcimento?
Quanto dura una causa? Meno di 2 anni? Si deve per forza arrivare a sentenza?
Ho subito una minusvalenza da un investimento andato male: qual è il danno che posso chiedere?
Cosa succede se la banca supera il tasso soglia ed applica l’usura?
Ai sensi dell’articolo 1815 del codice civile, laddove si verifica l’applicazione di usura, la clausola e’ nulla e non sono dovuti interessi: si potra’ dunque richiedere la nullita’ degli interessi debitori o la restituzione degli stessi laddove già pagati.
Il tasso soglia e’ la misura matematica oltre la quale gli interessi sono sempre usurari, determinata per effetto della legge 108/96 in materia di usura. Il tasso soglia corrisponde al TEGM – Tasso Effettivo Globale Medio rilevato ufficialmente dal Ministero ed aumentato della meta’.
Il TEG – Tasso Effettivo Globale e’ il tasso di interesse effettivo applicato ad un finanziamento: ai sensi della legge 108/96 esso deve comprendere tutte le remunerazioni a qualsiasi titolo percepite eccetto imposte e tasse. Dunque il tasso di interesse effettivo e’ dato dagli interessi, dalle commissioni, dalle competenze a vario titolo, dalle commissioni di massimo scoperto, etc. (eccetto imposte e tasse) rapportati all’effettivo capitale preso a prestito dal debitore.
Ho chiuso il finanziamento (mutuo, c/c, o altro): posso ancora fare gli accertamenti per anatocismo, usura e rivalermi? E quanto posso andare indietro nel tempo con l’analisi del conto corrente?
E’ possibile rivalersi nei confronti dell’istituto entro 10 anni dalla chiusura del rapporto di conto corrente, oppure anche se il medesimo è ancora in corso, purche’ venga sospesa la prescrizione in tempo utile mediante raccomandata. In quanto alla pretesa degli interessi sul conto corrente, la Corte di Cassazione ha stabilito il principio di unitarieta’ del rapporto, pertanto e’ possibile ricostruire il conto corrente sin dalla sua prima operazione reclamando la restituzione delle cifre illegittimamente riscosse/applicate dalla banca.
Anatocismo - vorrei chiedere la restituzione delle somme pagate in eccesso: mi conviene?
In linea generale ai sensi del codice civile art. 1283 e legge 154/92, in assenza di precise indicazioni a contratto la ricostruzione di un rapporto di finanziamento è orientata alla totale assenza di anatocismo e ricalcolo degli interessi a tassi Bot. Tutto cio’ permette molto spesso al correntista di poter reclamare legalmente importi sensibilmente consistenti, anche fino al 30-50% rispetto agli interessi versati. Vi sono comunque molti fattori che incidono sulla dilatazione della capitalizzazione, ed ogni rapporto di finanziamento ha le sue specificita’.
La banca ha presentato un decreto ingiuntivo, atto di precetto etc. per un debito scaduto: come posso oppormi?
E’ necessario innanzitutto verificare se il credito vantato dalla Vostra banca e’ legittimo o se e’ viziato da fattori tecnicamente e giuridicamente contestabili (es. anatocismo, superamento dei tassi soglia legge usura 108/96, nullità delle clausole contrattuali, mancanza di causa del contratto, etc.): in presenza di fondati presupposti tecnici è possibile, entro i termini previsti e tramite il Vostro legale, opporsi all’ordinanza presentando - a dimostrazione delle illiceita’ verificatesi - una consulenza tecnica di parte quantificante l’ammontare del credito illegittimo preteso dalla banca. Sara’ cosi’ possibile fornire al giudice gli elementi concreti per poter eventualmente sospendere l’esecuzione del pignoramento/procedimento.
Rischio il pignoramento di un bene dato in ipoteca a causa di un debito scaduto: cosa posso fare?
E’ necessario verificare se il credito vantato dalla Vostra banca e’ legittimo o se e’ viziato da fattori tecnicamente e giuridicamente contestabili (es. anatocismo, superamento dei tassi soglia legge usura 108/96, nullità delle clausole contrattuali, mancanza di causa del contratto, etc.): tramite l’ausilio del legale e della nostra consulenza tecnica sara’ possibile contestare alla banca eventuali somme illegittimamente pretese.
Consulenza: perché, quanto costa, spese recuperabili, parere preliminare
A cosa serve una consulenza tecnica di parte? Perche’ mi conviene?
Alcuni soggetti si trovano in mano le carte per combattere una c.d. “causa vinta” e neppure se ne rendono conto: la conoscenza dei fatti aiuta il vostro legale ad aumentare notevolmente le potenzialità di esito favorevole nella controversia. In una materia così complessa come la finanza, non tutti sanno cogliere i tecnicismi, le sfumature, le conseguenze e le implicazioni di alcune circostanze prettamente tecniche. La “non conoscenza” potrebbe pregiudicare le potenzialita’ di riuscita di una controversia legale: una consulenza tecnica di parte offre a voi ed il vostro legale tutti gli elementi di contestazione necessari (e ben “affilati”) per poter intraprendere con le maggiori probabilità di successo un’azione di risarcimento nei confronti dell’intermediario, per spuntare una trattativa migliore con l’istituto di credito, oppure per contestare ed opporsi ad infondate pretese creditorie della banca nei vostri confronti (es. decreto ingiuntivo, pignoramento, anatocismo, usura, etc.).
Posso recuperare le spese del consulente e dell’avvocato?
E’ possibile: la sentenza del 14/03/2008 n. 284/05 R.G. emessa dal Tribunale di Vicenza ha imposto alla banca la restituzione delle spese legali e di consulenza, in quanto a causa della negligenza dell’intermediario, i risparmiatori si erano dovuti rivolgere allo Studio Pinaffo per ricevere le informazioni che la banca avrebbe invece dovuto dare in principio agli investitori. In quanto ai costi di consulenza, la parcella è comunque deducibile fiscalmente per soggetti dotati di P. IVA ed è detratta dell’importo IVA, che viene regolato mediante la ritenuta d’acconto detraibile dalle tasse.
Quanto costa una consulenza tecnica di parte?
L’importo della parcella e’ rapportato all’entità della controversia ed al grado di complessita’ delle prestazioni richieste, nonche’ alla tariffa professionale prevista dalle Associazioni di categoria professionale di appartenenza: la parcella è detraibile ai fini fiscali per i soggetti possessori di partita Iva e nell’ambito della controversia, oltre al danno lamentato, è possibile reclamare anche il risarcimento della parcella a titolo di spese sostenute. In ogni caso il nostro studio cerca sempre di agevolare un ottimale rapporto costo / benefici a favore del cliente, affinché lo stesso trovi in tutti i sensi la convenienza nella nostra assistenza tecnica.
Come faccio per sapere se ho dei presupposti per poter pretendere un risarcimento dalla mia banca su investimenti malconsigliati?
Il nostro studio offre appositamente un servizio preliminare e gratuito per poter verificare se vi siano questi presupposti di contestazione: il nostro parere e’ indipendente e certificato dall’iscrizione all’albo dei consulenti tecnici del Tribunale, nonché dall’iscrizione alle principali Associazioni di categoria professionale.
Non ho/ non trovo i documenti da sottoporre a parere tecnico per ricevere un parere sulla mia posizione: cosa posso fare?
Ai sensi del TUB - Testo Unico Bancario art. 119, la banca è tenuta a fornire entro 90 giorni dalla domanda la documentazione eventualmente richiesta dal risparmiatore (archiviazione 10 anni): qualora la stessa non fosse pervenuta, inoltrate un sollecito o rivolgetevi ad un legale competente per poterla ottenere.
Sono ancora in tempo per agire? Come e contro chi?
Ho effettuato un investimento più di 5-10 anni fa che mi ha cagionato una grave perdita: sono ancora in tempo per contestare l’operato alla mia banca?
In linea di massima, laddove vi siano fondati presupposti di contestazione, e’ possibile intentare azione legale verso la banca entro 10 anni dalla data in cui si e’ presa coscienza del danno: l’importante e’ interrompere la prescrizione in tempo utile inviando una lettera raccomandata all’istituto di credito presso il quale si sono effettuate le intermediazioni da contestare.
Ho trasferito dei titoli in default/minusvalenza presso un altro istituto di credito: posso ancora fare causa? Ed a chi?
E’ possibile intentare azione legale verso la banca entro 10 anni dalla data in cui si e’ presa coscienza del danno purche’ la prescrizione sia interrotta in tempo utile: previa la sussistenza di fondati presupposti tecnico-giuridici, l’azione legale andrebbe intentata verso l’istituto che intermedio’ o propose all’origine l’acquisto dei titoli cagionanti la perdita.
La vendita dei titoli in minusvalenza (perdita), pregiudica la possibilità di rivalsa nei confronti dell’intermediario?
In linea di principio la vendita non pregiudica l’azione legale, purche’ siano interrotti i termini di prescrizione di reclamo del danno: è più prudente inviare un’opposizione scritta all’intermediario prima di procedere all’eventuale liquidazione di titoli in sofferenza.
Il mio promotore finanziario ha intermediato un’operazione d’investimento che mi ha arrecato un danno: chi è responsabile?
Ai sensi della legge n. 58/1998, la banca e’ responsabile dell’operato dei propri operatori e consulenti: in linea di massima qualora un promotore finanziario arrecasse un danno al risparmiatore nell’ambito dello svolgimento dei servizi di intermediazione, la banca e’ tenuta a rispondere dell’operato del promotore stesso.
Devo per forza fare causa alla mia banca per ottenere un risarcimento?
Prima di intentare causa alla propria banca, potrebbe essere opportuno tentare una trattativa: questa sarà tanto piu’ efficace tanto più il vostro legale avra’ in mano elementi tecnici determinanti e significativi per poter far valere le vostre ragioni. Il nostro studio ha svolto numerose attivita’ di consulenza anche nell’ambito di trattative stragiudiziali nelle quali i nostri assistiti hanno ottenuto risarcimenti soddisfacenti in tempi tutto sommato rapidi. Tuttavia va tenuto presente che non tutti gli istituti sono disposti a transare, e spesso le trattative si rivelano una perdita di tempo prezioso …
Quanto dura una causa? Meno di 2 anni? Si deve per forza arrivare a sentenza?
Una causa instaurata secondo il nuovo rito societario ha tempi sensibilmente più brevi del passato: si può arrivare a sentenza anche in un anno e mezzo, due: i tempi per lo scambio delle memorie tra le parti sono infatti alquanto brevi, e questo restringe notevolmente il protrarsi del contenzioso. Molto spesso accade anche che nel corso della causa le parti arrivino ad una soluzione transattiva dopo pochi mesi dalla citazione a giudizio. Con un rito tradizionale invece, i tempi si possono dilatare piuttosto significativamente.
Bond Argentini - ho aderito alla OPS ed ho “ristrutturato” le vecchie obbligazioni; ho aderito all’ICSID: posso ancora fare causa alla banca?
Si’, qualora si ravvisassero dei validi presupposti tecnico-giuridici circa l’operato dell’intermediario e previa revoca del mandato ICSID tramite lettera raccomandata.
Ho subito una minusvalenza da un investimento andato male: qual è il danno che posso chiedere?
Il danno corrisponde all’importo all’origine investito, o alla differenza tra questo e la somma eventualmente ricavata dalla vendita di un titolo in sofferenza: vanno poi aggiunti gli interessi legali ed il ristoro delle spese sostenute (legali e peritali) per affermare l’azione legale. Altresi’ è possibile chiedere il maggior danno-lucro cessante, cioe’ le opportunità di investimento mancate, dimostrate mediante oggettiva analisi-consulenza tecnica.
Le obbligazioni che possiedo sono risultate insolventi: su chi poso rivalermi? Sulla societa’ emittente o sull’intermediario?
E’ possibile rivalersi sia sull’emittente (società, soggetto pubblico, etc) dei titoli risultato insolvente, sia sull’intermediario (di solito la banca) che avesse disatteso alcuni obblighi di legge nell’ambito della prestazione dei servizi di intermediazione verso il risparmiatore. Va osservato però che l’azione legale contro l’emittente, proprio perche’ dichiarato insolvente o spesso fallito a causa della compromessa situazione patrimoniale, difficilmente porterebbe al ristoro del danno.
Ammissione al passivo di una società insolvente e/o fallita. Sono un obbligazionista: mi conviene inserirmi nella lista dei creditori?
In linea di massima e’ sempre prudente presentare nei tempi previsti la domanda di insinuazione al passivo presso il Tribunale competente, il curatore fallimentare o l’amministratore straordinario della società insolvente, tuttavia la compromessa situazione patrimoniale del soggetto risultato insolvente raramente porta al ristoro del danno subito dall’obbligazionista.